Modello teorico

Il mio lavoro clinico si colloca all'interno della cornice teorica sistemico-relazionale, nella quale mi sono formata presso l'EIST (European Institute of Systemic-relational Therapies). Questo significa che il disagio psicologico non viene letto come qualcosa che appartiene esclusivamente all'individuo, ma come il risultato di interazioni, relazioni e significati che si costruiscono nel tempo all'interno dei contesti di vita.

Nel lavoro terapeutico considero centrale la storia personale e familiare, perché è all'interno delle relazioni significative che apprendiamo come stare con gli altri, come leggere le emozioni, come dare senso a ciò che ci accade e come affrontare le difficoltà. Spesso, modalità che oggi creano sofferenza hanno avuto in passato una funzione adattiva e protettiva: la terapia diventa allora uno spazio in cui comprenderne il senso e valutarne l'attualità.

Un elemento fondamentale del modello sistemico-relazionale è l'attenzione ai significati e ai valori che orientano le scelte e i comportamenti. Ogni persona cresce all'interno di contesti in cui alcuni valori assumono un'importanza centrale, come il successo, l'appartenenza, la libertà, la bontà, e questi significati, spesso impliciti, contribuiscono a strutturare l'identità e le relazioni. Non tutto è importante per tutti, e riconoscere quali siano i valori guida permette di comprendere meglio conflitti, blocchi e sofferenze.

In terapia lavoro per rileggere le storie individuali e familiari, individuando schemi relazionali ricorrenti e circoli viziosi che tendono a mantenere il problema nel tempo. Attraverso la costruzione condivisa di nuovi significati, diventa possibile ampliare le prospettive, aumentare la libertà di scelta e promuovere cambiamenti più coerenti con i bisogni attuali della persona.

Pur avendo una solida base sistemico-relazionale, nel corso degli anni ho approfondito diverse tecniche e strumenti, tra cui EMDR, lavoro con le parti, tecniche di rilassamento e visualizzazione e il protocollo Dipendiamo per la dipendenza affettiva e il narcisismo patologico

Il percorso non è mai standardizzato, ma costruita su misura, in base alla persona, alla fase del percorso e agli obiettivi terapeutici.

Il mio obiettivo è accompagnare chi si rivolge a me in un processo di maggiore consapevolezza, aiutandolo a riconoscere e valorizzare le proprie risorse, sciogliere schemi relazionali che generano sofferenza e ritrovare modalità più autentiche e funzionali di stare con se stesso e con gli altri.